BIONDI SANTI

Tenuta Greppo
Franco Biondi Santi

villa greppo 183
53024 montalcino
siena - italy

TEL. +39 0577 848087
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BIONDISANTI@BIONDISANTI.IT

RICOLMATURA 2010
Rinvio XIX “Ricolmatura” delle bottiglie di Brunello di Montalcino Biondi Santi Riserva, Tenuta Greppo
12 May 2010
Premio a Franco Biondi Santi, uno dei padri del Brunello di Montalcino
Un premio alla storia, a un vino mito e a un gentiluomo d'altri tempi
07 Dec 2009
www.biondisanti.it
E' online il nuovo sito della Tenuta Greppo
03 Dec 2009
IL PRESTIGIO MONDIALE E LA NOTORIETA' COMMERCIALE DEL BRUNELLO BIONDI SANTI
I più importanti e comunque più significativi riconoscimenti di prestigio dei vini e del Brunello del Greppo cominciano con il diploma conseguito da Clemente Santi all'Esposition Universelle de Paris del 1867 con il suo Moscadello.


Diploma Esposition
Universelle de Paris del 1867

E' soltanto nell'Esposizione Agraria di Montepulciano del 1869 che viene fatta menzione e viene premiato per "un vino rosso scelto (brunello) del 1865": tale data probabilmente segna la nascita di un così longevo prodotto, che vedrà  poi la sua consacrazione nelle due storiche Riserve del 1888 e 1891.

Diploma Esposizione Agraria
di Montepulciano 1865

Al Concorso Agrario Regionale di Siena del 1887 viene premiato il nipote Ferruccio Biondi Santi per il suo "vino fino rosso" del 1884 ed un "vino fino rosso" del 1883. Nella relazione del 1932 la Commissione Interministeriale del Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste per la Delimitazione del Territorio del Vino Chianti, riconosce il Brunello come " una creazione recente del dott. Ferruccio Biondi Santi di Montalcino".
A Roma, nel 1925 è la volta del figlio Tancredi Biondi Santi che ottiene una medaglia d'oro per la sua grande "abilità  enotecnica". Nel libro "Vino al Vino" Mario Soldati, riferendosi al "segreto" della Ricolmatura del Brunello fatta al Greppo nella primavera del 1970, scrisse: "sono caduto in ginocchio come davanti ad un piccolo miracolo".

La grande abilità  enotecnica di Tancredi spinge altri produttori in tutta la Penisola a chiedergli consulenze; tra gli altri, Alberico Boncompagni Ludovisi, Principe di Venosa il quale dopo aver assaggiato il Brunello Biondi Santi 1946 scrive in una lettera inviata a Tancredi nel 1966: "Gentilissimo Dottore, ho pensato molto a Lei, quando poco fa ho assaggiato il Suo famoso vino 'Brunello' (del 1946) - prima d'ora non l'avevo mai assaggiato -.

National Geographic
Desidero anche dirLe d'aver trovato il Suo vino di una qualità  superiore e tale da farlo considerare uno dei grandi vini italiani - quasi l'unico?! - che vorrei definire, a modo mio, un rosso maestoso, severo, maschio, medioevale, un "primitivo senese" per farne paragone con l'arte di quella fatta e della stessa nativa parte d'Italia! Rallegramenti di tutto cuore, quindi, per l'opera Sua maestra e la preziosa proprietà  e l'augurio che la passione per il nobilissimo Suo vino continui a discendere "per li rami" senza fine!" Franco Biondi Santi e del Brunello del Greppo se ne parla ampiamente nell'articolo "The Renaissance Lives On In Tuscany" (Il Rinascimento sopravvive in Toscana) di Luis Marden della rivista National Geographic del novembre 1974.
Nel 1988, durante la cerimonia ufficiale per il "Centenario" del Brunello Biondi Santi 1888, al Centro Convegni di Montalcino, alla presenza delle autorità , dei Ministri della Repubblica On. Mannino ed On. Fanfani e personaggi del vino di tutta Italia, il Sindaco di Montalcino Mario Bindi ha donato a Franco Biondi Santi una medaglia d'oro per "i meriti acquisiti dalla famiglia Biondi Santi".


Sempre in occasione dei festeggiamenti per il Centenario, Franco, fu ricevuto insieme al figlio Jacopo ed al sindaco di Montalcino Mario Bindi in udienza privata dal Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, al quale donò una bottiglia di Brunello di Montalcino Riserva 1888.

Franco Biondi Santi con il Presidente
della Repubblica Francesco Cossiga
Ed ancora l'incantamento dei 16 più autorevoli critici enologici di tutto il mondo (Wine, Vinum, Vinotheque, Wine Enthusiast, Decanter . e gli italiani Gambero Rosso, Civiltà  del Bere e Luigi Veronelli) alla storica degustazione verticale del 28 settembre 1994, quando Franco Biondi Santi decise che era giunto il momento di far sentire ai grandi "mass-media" del vino che cosa è il Brunello del Greppo, che cosa rappresenta per Montalcino e quale è la sua tipicità  tradizionale che si ripete decennio dopo decennio (1888, 1891, 1925, 1945, 1955, 1964, 1968, 1970, 1971, 1975, 1981, 1983, 1985, 1987, 1988).
Ed ancora la degustazione verticale organizzata dalla Regione Toscana al Vinitaly il 15 aprile 1996 guidata dall'enotecnico Dr. Giacomo Tachis dove furono degustate le Riserve Biondi Santi del 1955, 1964, 1968, 1970, 1971, 1975, 1983, 1988 e 1990. Ed ancora l'importante degustazione all'Enoteca Italiana di Siena l'8 dicembre 2000, davanti ad una selezionata platea di 25 giornalisti italiani, per l'evento internazionale "Mitos: il mito del vino toscano": un assaggio di 6 grandi vendemmie del Greppo, dal 1990 al 1955.
Ma, di sicuro, l'attestato più prestigioso di questi ultimi anni è quello del "Wine Spectator", una delle riviste più autorevoli al mondo che ha inserito il Brunello di Montalcino Biondi Santi Riserva 1955 nei migliori 12 vini prodotti del XX secolo al mondo, unico italiano ("Dove sarebbe l'Italia senza i grandi vecchi vini di Biondi Santi?" è il titolo dell'articolo di James Suckling sulla prestigiosa rivista).
I 12 migliori vini al mondo del XX secolo di questa selezione sono: Chateau Margaux 1900, Chateau Petrus 1961, Quinta do Naval Vintage Port Nacional 1931, Inglenook Cabernet Sauvignon Napa Valley 1941, Domaine de la Romanée-Conti Romanèe-Conti 1937, Brunello di Montalcino Biondi Santi Riserva 1955, Penfolds Grange Hermitage 1955, Chateau d'Yquem 1921, Heitz Cabernet Napa Valley Martha's Vineyard 1974, Chateau Mouton Rothschild 1945, Paul Jaboulet Ainè Hermitage La Chapelle 1961, Chateau Cheval Blanc 1947.
Inoltre, anche i 400 migliori ristoratori italiani, in un sondaggio per la rivista "Civiltà  del Bere", scelgono il Brunello Biondi Santi, insieme al Sassicaia della Tenuta San Guido ed al Barbaresco Sorì Tildin di Gaja, come vini italiani del Novecento. Nel dicembre 2000, infine, come già  detto, una bottiglia del Brunello di Montalcino Biondi Santi 1891 è stata aggiudicata ad una asta della Casa d'Aste Pandolfini di Firenze, organizzata a Roma dal Gambero Rosso, per una delle cifre più alte nella storia del vino in Italia: 29,5 milioni.